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IL CARCERE DURO
La recrudescenza della criminalità organizzata dei primi
anni '90, testimoniata dalle stragi del 1992, obbligò i vertici
delle Istituzioni italiane a compiere una profonda riflessione sugli
strumenti di lotta utilizzati fino a quel momento contro la criminalità
organizzata, in particolare di tipo mafioso. La riflessione da compiere è quella di valutare attentamente la necessità di trovare altri mezzi di lotta alla criminalità organizzata che escano dalla tecnica dell'emergenza (ormai strutturale) di cui lo strumento "pentito" è la massima espressione, alla luce anche delle decisive argomentazioni contenute in diverse sentenze della Corte Costituzionale che testimoniano la difficoltà, in un ordinamento giuridico in cui vige il principio del fine rieducativo della pena e dell'inviolabilità della libertà umana, di concepire sistemi che vanno ben oltre il sacrificio imposto dalla stessa sentenza di condanna e derivanti da provvedimenti negativi che nulla hanno a che fare con la condotta del soggetto già condannato. Leo Stilo |
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