Carcere duro: la difficile reazione di uno Stato ferito

"Uno strumento a portata di mano: il pentito"

Durante i lavori per la creazione e la messa a regime di tale fitta ragnatela investigativa, in cui il flusso delle informazioni avrebbe dovuto rappresentare un perfetto meccanismo atto a disegnare la mappa delle attività economiche e strategiche delle organizzazioni criminali, si andò alla ricerca di un sistema "economico" e di "rapida" utilizzazione per sferrare un significativo attacco alla criminalità organizzata che più di altre si era contrapposta allo Stato: la mafia.

Il reperimento delle informazioni, in particolare sulle attività economiche e sul riciclaggio dei proventi delle attività illecite si dimostrò un compito piuttosto arduo.

Non solo non si disponeva delle strutture necessarie a livello investigativo ma mancavano dei "supporti" normativi nazionali e internazionali che consentissero di porcedere in modo rapido a controlli e verifiche approfondite di conti e movimenti bancari svolti all'estero, in particolare nei c.d. Paesi off-shor

L'esperienza acquisita durante il periodo del terrorismo e quella più recente maturata nelle indagini su numerosi sequestri di persona era pronta ad essere sfruttata come know-how per la nuova lotta alla criminalità.

Lo strumento principe per scardinare le organizzazioni criminali divenne il "pentito".

L'unico modo per conoscerne i progetti criminosi, le future intenzioni, l'identità e l'ubicazione fisica degli associati ad un'organizzazione criminale ordinata in modo verticistico e gerarchico, territorialmente forte, socialmente chiusa verso l'esterno e in alcuni casi strutturata a compartimenti stagni era quello di utilizzare al meglio le conoscenze di un suo ex-associato.

Come costringere o rendere appetibile il "pentimento" a soggetti che nel migliore dei casi avevano solo qualche omicidio sulla coscienza e che prima di essere catturati amavano fregiarsi del "nobile" titolo di "uomini d'onore"?

Lo Stato non tardò a mettere in atto la propria reazione utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione.

La disciplina del c.d. "carcere duro" rappresenta una reazione, forse una delle poche attuabili nel breve periodo, messa in atto dallo Stato italiano per rispondere ad un duro attacco della mafia.