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UNA
BREVE RIFLESSIONE La recente riforma del regime di quella che comunemente
viene denomina la disciplina del "carcere duro", rappresenta
un nuovo tassello nel lungo cammino della storia della disciplina delle
istituzioni penitenziarie italiane. La riflessione sulla recente legge del 23 dicembre 2002
n. 279 deve essere accompagnata da una, seppur breve, considerazione
sulla storia delle istituzioni penitenziarie e sulle problematiche che
da sempre le accompagnano caratterizzandole. L'analisi che si vuol compiere è rivolta essenzialmente
a mettere in risalto, illustrandone solo la superficie, le tematiche
che sono al centro di numerose e accese discussioni, in tema di diritto
penitenziario e dell'esecuzione della pena, sin dai tempi dall'Unità
d'Italia e che sfortunatamente appaio in molti casi irrisolti e attuali,
nonostante le profonde ed importanti riforme che dal 1975 hanno contribuito
a migliorare la disciplina di questo particolare settore. NEPPI MODONA [1] ha individuato, lungo il suddetto periodo, essenzialmente tre momenti di continuitàstorica: 1) l'isolamento e la c.d. impermeabilità del "pianeta carcere"; 2) la violenza, da intendersi non solo in termini fisici ma principalmente psicologici, come principale collante nei rapporti carcerieri / carcerati; 3) la rigidità di una struttura burocratica estremamente centralizzata e verticistica. Ogni punto indicato merita un approfondimento poichè è in ciascuno di essi che, probabilmente, si può scorgere una chiave di lettura idonea a valutare con maggiore consapevolezza le norme del sistema penitenziario. ___________ NOTE [1] NEPPI MODONA, Ordinamento penitenziario, in AA.VV., Giustizia Penale e Poteri dello Stato, Garzanti, 2002, pp. 677 e ss. |
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