Un sacrificio che va oltre la condotta del condannato

"Articoli 4 bis e 41 bis"

L'art. 19 del d.l. 306 del 1992, convertito dalla legge n. 356 del 1992, ha introdotto nel comma 2 dell'art. 41 bis l'istituto "della sospensione delle normali regole di trattamento penitenziario":

"Quando ricorrano gravi motivi di ordine e di sicurezza pubblica, anche a richiesta del Ministro dell'interno, il Ministro di grazia e giustizia ha altresì la facoltà di sospendere, in tutto e in parte, nei confronti dei detenuti per taluno dei delitti di cui al comma 1 dell'art. 4 bis, l'applicazione delle regole di trattamento e degli istituti previsti dalla presente legge che possano porsi in concreto in contrasto con le esigenze di ordine e sicurezza."

L'art. 4 bis, primo comma, contiene un elenco di delitti particolarmente gravi, tra cui spiccano quelli associativi di tipo mafioso, finalizzati al contrabbando di tabacchi lavorati esteri o al traffico di sostanze stupefacenti e psicotrope .

" A ben vedere la nuova disciplina, introdotta nel decreto legge chiamato a fronteggiare la recrudescenza della criminalità mafiosa dopo le stragi dell'estate del 1992, è una riedizione del vecchio art. 90 della l. 354 del 1975, ma se ne differenzia perché la sospensione delle ordinarie modalità del trattamento si rivolge non a uno o più stabilimenti penitenziari, ma a una particolare categoria di detenuti, individuati per la loro qualità di condannati o imputati per delitti di stampo mafioso o per altri gravi reati"[1].

Inoltre, a causa dell'eccessiva indeterminatezza dei presupposti e con il chiaro intento di voler indicare il carattere temporaneo di questo irrigidimento del regime carcerario, il legislatore ha disposto un termine temporale (tre anni: art. 29 d. l. 306 del 92 convertito in l. 359 del 1992) di vigenza della predetta disciplina; successivi interventi legislativi hanno posticipato il termine finale sino al 31 dicembre 2002 e l'ultima riforma del 2002 ha eliminato questo carattere di caducità della disciplina rendondola "permanente" .


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NOTE

[1] NEPPI MODONA, Ordinamento penitenziario, in AA.VV., Giustizia Penale e Poteri dello Stato, Garzanti, 2002, 702